{"id":3549,"date":"2018-11-15T09:37:45","date_gmt":"2018-11-15T08:37:45","guid":{"rendered":"https:\/\/parkstrunjan.si\/presezniki\/klif\/"},"modified":"2020-03-05T16:40:23","modified_gmt":"2020-03-05T14:40:23","slug":"falesia","status":"publish","type":"presezniki","link":"https:\/\/parkstrunjan.si\/it\/esperienza\/falesia\/","title":{"rendered":"Falesia"},"content":{"rendered":"<p><section class=\"kc-elm kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 distintiva del Parco naturale Strugnano \u00e8 la falesia di Strugnano, alta fino a 80 metri e con il suo ciglione ricoperto di bosco e la fascia di mare sottostante dichiarata riserva naturale.<\/p>\n<p>Rappresenta anche il tratto pi\u00f9 lungo di riva naturale sull\u2019intera linea costiera di 130 chilometri tra Grado (Italia) e Punta Salvore (Croazia) che circoscrive il Golfo di Trieste.<\/p>\n<\/p>\n<p>Le sue pareti a precipizio e la spiaggia ghiaiosa ai suoi piedi sono interamente lasciate ai processi naturali, con il mare, la pioggia e il vento a foggiare gli strati friabili della roccia e ridisegnarne assiduamente i lineamenti.<\/p>\n<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm kc_accordion_wrapper\">\n<div class=\"kc-elm kc_accordion_section group \"><h3 class=\"kc_accordion_header ui-accordion-header\"><span class=\"ui-accordion-header-icon ui-icon\"><\/span><a href=\"#new-accordion-tab\" data-prevent=\"scroll\"><i class=\"\"><\/i>  New Accordion Tab<\/a><\/h3><div class=\"kc_accordion_content ui-accordion-content kc_clearfix\"><div class=\"kc-panel-body\"><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>Il termine falesia denota una scarpata ripida, a picco o persino a strapiombo, formatasi per azione erosiva del mare sulla costa rocciosa e composta da sedimenti cementati o non consolidati.<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>La falesia di Strugnano, come la maggior parte della regione litorale e l\u2019intera zone del Parco naturale Strugnano, \u00e8 composta da rocce di flysch di et\u00e0 medioeocenica. Il flysch \u00e8 una formazione eterogenea, caratterizzata da un\u2019alternanza ciclica di due o pi\u00f9 litotipi, che si accumularono oltre 40 milioni di anni fa nelle profonde acque del mare. Le frane sottomarine che interessavano il margine della piattaforma continentale, provocate da terremoti, violenti temporali o tsunami, portavano via sedimenti misti, deponendoli gradualmente sul fondo del mare profondo: sotto quelli pi\u00f9 grossolani, sopra le frazioni pi\u00f9 fini. I sedimenti cos\u00ec accumulati si litificarono nella roccia flysch. Successivamente, il bacino marino si restrinse ad opera delle forze tettoniche, le acque si ritirarono e le rocce si spaccarono, piegandosi e affiorando in superficie, dove oggi possiamo ammirarle.<\/p>\n<\/p>\n<p>Ogni successione litologica nella roccia flysch inizia con uno strato di conglomerati a grana grossa, a cui si sovrappone uno strato di arenarie e, in fine, uno di finissima marna. I singoli strati nella roccia flysch possono essere di vario spessore. In Slovenia sono in gran parte abbastanza sottili (da alcuni centimetri ad alcune decine di centimetri).<\/p>\n<\/p>\n<p>Le rocce flysch della costa slovena si distinguono per gli sporadici strati di calcare, che in alcuni punti raggiungono diversi metri di spessore e vengono denominati megastrati.<\/p>\n<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>L\u2019aspetto della falesia di Strugnano \u00e8 in costante mutamento. Gli spostamenti tettonici hanno creato pittoresche faglie, pieghe e diaclasi, pi\u00f9 marcate nella Punta di Strugnano a ovest e nella Punta Cane a est, mentre i cambiamenti alla superficie che siamo effettivamente in grado di vedere derivano dai processi di meteorizzazione ed erosione, tra cui gole profonde, solchi dovuti al dilavamento e altre formazioni naturali tipiche delle falesie.<\/p>\n<\/p>\n<p>Il termine<strong> diaclasi <\/strong>indica una discontinuit\u00e0 in un corpo roccioso causata dalle tensioni, con poco o alcun movimento laterale nel piano della frattura. Secondo la loro orientazione rispetto al campo delle forze principali, le diaclasi vengono distinte tra quelle di estensione e quelle di taglio.<\/p>\n<\/p>\n<p>Le fratture di estensione sono generalmente orientate perpendicolarmente al campo di tensione e possono misurare da pochi centimetri a diverse centinaia di metri in lunghezza. Finch\u00e9 rimangono aperte (beanti), vi possono passare liquidi contenenti diverse quantit\u00e0 di minerali disciolti. Quando i minerali precipitati dalle soluzioni soprassature riempiono la frattura, si forma una vena. In Slovenia, le vene sono pi\u00f9 frequentemente riempite di calcite e quarzo.<\/p>\n<\/p>\n<p>Le fratture di taglio corrono lungo il campo di tensione, sono chiuse e senza vene.<\/p>\n<\/p>\n<p>Esistono anche sistemi di diaclasi \u2013 insiemi di famiglie di fratture paralleli e spaziate.<\/p>\n<\/p>\n<p>Un altro tipo di discontinuit\u00e0 nella roccia \u00e8 la <strong>faglia<\/strong>. Si tratta di una frattura che mostra evidenze di movimento relativo tra le due masse rocciose da essa divise. Quasi tutte le faglie verticali nella falesia di Strugnano sono riempite di calcite.<\/p>\n<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>Le faglie sono spesso accompagnate da <strong>pieghe<\/strong>, curve concavi o convesse nella roccia, risultanti dalle forze di compressione ricollegabili agli spostamenti tettonici.<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>La <strong>meteorizzazione <\/strong>\u00e8 il processo di disintegrazione e alterazione della roccia attraverso il contatto con l\u2019atmosfera e a causa dell\u2019attivit\u00e0 organica, mentre l\u2019<strong>erosione <\/strong>si definisce come disgregazione, rodimento, dilavamento ed esportazione graduale della roccia provocata dagli agenti naturali quali acqua, vento e ghiaccio.<\/p>\n<\/p>\n<p>L\u2019intensit\u00e0 dei processi erosivi nel flysch varia a secondo dello spessore e composizione degli strati interessati. Siccome gli strati di marna sono pi\u00f9 morbidi e meno resistenti alla meteorizzazione e all\u2019azione del mare rispetto agli strati di arenaria e calcare, viene a crearsi un <strong>solco di battente <\/strong>alla base della parete aperta sul mare, riconoscibile come un compatto banco sporgente. Se l\u2019erosione sotto di esso \u00e8 troppo forte, gli strati di arenaria e calcare si staccano e precipitano sulla spiaggia.<\/p>\n<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>Siccome il flysch \u00e8 friabile e soggetto a trasformazione sotto gli effetti atmosferici e l\u2019azione del moto ondoso, la nostra costa e il fondale marino hanno una pendenza alquanto leggera.<\/p>\n<\/p>\n<p>Nel punto di contatto tra la terraferma e il mare pu\u00f2 formarsi una <strong>piattaforma abrasiva<\/strong> di varia larghezza. Essa continua sotto la superficie del mare in un terrazzo roccioso marino che alla profondit\u00e0 di alcuni metri finisce con un\u2019immersione a strapiombo verso il largo. L\u2019altezza e la pendenza della parete rocciosa, la presenza e la larghezza della piattaforma abrasiva e la profondit\u00e0 del mare variano da falesia a falesia. L\u2019inclinazione della faccia rocciosa alla Punta Ronco, dove la falesia di Strugnano raggiunge la sua pendenza massima, \u00e8 intorno ai 70\u00b0, mentre la larghezza totale del suo terrazzo marino misura ben oltre 100 metri ed \u00e8 anche la pi\u00f9 pianeggiante di tutta la costa slovena. La costa corre trasversale alla direzione degli strati del flysch, il che la classifica tra le coste a rias.<\/p>\n<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>I massi pi\u00f9 grandi e normalmente pi\u00f9 chiari sulla riva e nei fondali bassi del mare hanno origine negli spessi strati carbonatici del flysch, i sassi grigi o bruni che coprono la maggior parte della nostra spiaggia e del fondale marino nelle zone basse sono arenaria, mentre la marna si disintegra rapidamente e insieme ai detriti organici compone il sostrato limaccioso. Questa \u00e8 una delle ragioni \u2013 assieme alla bassa profondit\u00e0 e a un numero relativamente grande di piccoli immissari del Golfo di Trieste \u2013 che spiegano la torbidit\u00e0 del mare in questa zona.<\/p>\n<p>I gi\u00e0 menzionati enormi blocchi di calcare che possiamo incontrare nelle passeggiate sulla spiaggia offrono ottime possibilit\u00e0 di osservare i <strong>fossili<\/strong>. Tra i pi\u00f9 facilmente percettibili ci sono soprattutto gusci mineralizzati dei foraminiferi, frammenti di aculei e teche dei ricci di mare e resti delle alghe rosse.<\/p>\n<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>I resti fossilizzati di organismi visibili a occhio nudo si possono trovare, sebbene raramente, anche nelle arenarie sulla riva. Si tratta di pezzi di tronchi d\u2019albero, a volte di foglie. Pi\u00f9 frequentemente, invece, si sono preservati in essi degli icnofossili, impronte lasciate nei sedimenti da animali. Anche se il pi\u00f9 delle volte non \u00e8 possibile determinare a quale organismo appartenevano, si pu\u00f2 interpretare, in base alla loro forma, se sono state prodotte durante la ricerca del cibo, a riposo, in locomozione o nel corso di qualche altra attivit\u00e0 dell\u2019animale.<\/p>\n<p>Le impronte fossili si possono facilmente trovare osservando da vicino e girando i pezzi di ghiaia sulla spiaggia, l\u2019importante \u00e8 rimetterli poi al loro posto e non spostarli o portarli via, perch\u00e9 sono domicilio di organismi marini che vi si nascondono sotto nei periodi di bassa marea.<\/p>\n<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"kc-elm kc_accordion_section group \"><h3 class=\"kc_accordion_header ui-accordion-header\"><span class=\"ui-accordion-header-icon ui-icon\"><\/span><a href=\"#new-accordion-tab\" data-prevent=\"scroll\"><i class=\"\"><\/i>  New Accordion Tab<\/a><\/h3><div class=\"kc_accordion_content ui-accordion-content kc_clearfix\"><div class=\"kc-panel-body\"><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>I processi erosivi, che nel flysch sono estremamente rapidi, provocano l\u2019abbassamento del suolo e l\u2019arretramento dei fianchi della falesia verso la terraferma. Per questo diciamo che la falesia si va ritirando, in media di circa un centimetro all\u2019anno.<\/p>\n<p>Per l\u2019azione del mare, della pioggia, del sole e del vento, le rocce del flysch si disgregano e cadono sulla spiaggia sottostante. Per questo motivo, in visita al mare evitiamo i versanti brulli, esposti e ripidi della falesia.<\/p>\n<p><a href=\\\"https:\/\/parkstrunjan.si\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Zgibanka_Previdno-klif-se-kru\u0161i.pdf\\\" target=\\\"_blank\\\" rel=\\\"noopener noreferrer\\\">Vedi l\u2019opuscolo informativo sulla friabilit\u00e0 della scogliera<\/a>.<img class=\\\"alignnone size-medium\\\" src=\\\"https:\/\/parkstrunjan.si\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Zgibanka_Previdno-klif-se-kru\u0161i.pdf\\\" alt=\\\"\\\" \/><\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"kc-elm kc_accordion_section group \"><h3 class=\"kc_accordion_header ui-accordion-header\"><span class=\"ui-accordion-header-icon ui-icon\"><\/span><a href=\"#new-accordion-tab\" data-prevent=\"scroll\"><i class=\"\"><\/i>  New Accordion Tab<\/a><\/h3><div class=\"kc_accordion_content ui-accordion-content kc_clearfix\"><div class=\"kc-panel-body\"><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>Due componenti della roccia flysch \u2013 l\u2019arenaria e la marna \u2013 hanno una lunga tradizione di utilizzo nell\u2019edilizia.<\/p>\n<p>Un tempo c\u2019erano diverse cave di arenaria sui colli di Muggia (Elleri, Premanzano, Punta Grossa, Valle d\u2019Oltra), presso Puzzole, a Boste e nei dintorni di Pre\u0161nica, ma oggi rimangono attive solo quelle di Elleri, Puzzole e Boste. Dall\u2019arenaria grigio-brunastra a grana fine e medio-fine qui estratta, si producono soprattutto lastre in pietra per pavimentazione esterna, mentre nel passato il materiale era comunemente usato nella costruzione delle case. Infatti, la maggior parte delle vecchie case istriane sono costruite proprio con blocchi di arenaria del flysch.<\/p>\n<p>La marna, il costituente principale del flysch, \u00e8 invece la materia prima pi\u00f9 importante nella produzione del cemento e viene utilizzata nel cementificio di Anhovo.<\/p>\n<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"kc-elm kc_accordion_section group \"><h3 class=\"kc_accordion_header ui-accordion-header\"><span class=\"ui-accordion-header-icon ui-icon\"><\/span><a href=\"#new-accordion-tab\" data-prevent=\"scroll\"><i class=\"\"><\/i>  New Accordion Tab<\/a><\/h3><div class=\"kc_accordion_content ui-accordion-content kc_clearfix\"><div class=\"kc-panel-body\"><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<h4>Bosco submediterraneo di caducifoglie<\/h4>\n<p>Il clima mediterraneo e il sostrato di flysch hanno favorito in Istria la formazione di foreste decidue submediterranee.<\/p>\n<p>Le ripide pareti settentrionali e occidentali e i ciglioni superiori della falesia nella Riserva naturale Strugnano sono coperti dalla tipica formazione boschiva del <strong>carpino nero<\/strong> e della <strong>roverella<\/strong>, con <strong>l\u2019erba sesleria autunnale<\/strong> (<em>Sesleria autumnalis<\/em>) come la pi\u00f9 frequente specie vegetale del sottobosco. Nei luoghi pi\u00f9 assolati figurano nel sottobosco anche alcune specie tipicamente mediterranee, come la <strong>rosa di San Giovanni<\/strong> (<em>Rosa sempervirens<\/em>), <strong>la robbia selvatica<\/strong> (<em>Rubia peregrina<\/em>), <strong>l\u2019asparago pungente<\/strong> (<em>Asparagus acutifolius<\/em>), la<strong> ginestrella comune<\/strong> (<em>Osyris alba<\/em>) e la<strong> salsapariglia<\/strong> (<em>Smilax aspera<\/em>).<\/p>\n<\/p>\n<p>Nelle aree ombreggiate la composizione del bosco cambia e include delle specie pi\u00f9 mesofile, come il<strong> cerro<\/strong> (<em>Quercus cerris<\/em>). La prossimit\u00e0 degli insediamenti e i lunghi anni di interferenze dell\u2019uomo nell\u2019uniformit\u00e0 delle comunit\u00e0 boschive si manifestano qui in un numero elevato di specie alloctone, tra cui <strong>l\u2019alloro<\/strong> (<em>Laurus nobilis<\/em>), il<strong> viburno tino<\/strong> (<em>Viburnum tinus<\/em>), il<strong> pino d\u2019Aleppo<\/strong> (<em>Pinus halepensis<\/em>), il <strong>pino bruzio<\/strong> (<em>Pinus brutia<\/em>), il<strong> pino nero<\/strong> (<em>Pinus nigra<\/em>), il<strong> leccio<\/strong> (<em>Quercus ilex<\/em>), il<strong> cipresso comune<\/strong> (<em>Cupressus sempervirens<\/em>) e altre.<\/p>\n<\/p>\n<p>Le specie arboree e arbustive che crescono sulla falesia sono (ordinate per frequenza): il<strong> carpino nero<\/strong> (<em>Ostrya carpinifolia<\/em>), <strong>l\u2019orniello<\/strong> (<em>Fraxinus ornus<\/em>), la<strong> roverella<\/strong> (<em>Quercus pubescens<\/em>), il<strong> biancospino comune<\/strong> (<em>Crataegus monogyna<\/em>), la<strong> cornetta dondolina<\/strong> (<em>Coronilla emerus subsp. emeroides<\/em>), la<strong> ginestra odorosa<\/strong> (<em>Spartium junceum<\/em>), il<strong> carpino orientale<\/strong> (<em>Carpinus orientalis<\/em>), <strong>l\u2019albero della nebbia<\/strong> (<em>Cotinus coggygria<\/em>), il <strong>ciavardello<\/strong> (<em>Sorbus torminalis<\/em>), il<strong> sorbo comune<\/strong> (<em>Sorbus domestica)<\/em><em>,<\/em> la<strong> marruca<\/strong> (<em>Paliurus spina-christi<\/em>), <strong>l\u2019olmo campestre<\/strong> (<em>Ulmus minor<\/em>) e <strong>l\u2019acero campestre<\/strong> (<em>Acer campestre<\/em>).<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<h4>Le piante mediterranee<\/h4>\n<p>Le condizioni di vita nell\u2019Istria slovena sono poco adatte per la maggioranza delle specie vegetali caratteristiche del Mediterraneo, perci\u00f2 le incontriamo pi\u00f9 spesso coltivate in parchi e giardini, ma ad alcune la prossimit\u00e0 del mare e la posizione assolata permettono anche la crescita nell\u2019ambiente naturale. Le pi\u00f9 particolari tra queste sono il corbezzolo e il mirto, il cui sito di crescita spontanea pi\u00f9 settentrionale sull\u2019Adriatico \u00e8 precisamente nell\u2019area di Strugnano.<\/p>\n<p>Il<strong> corbezzolo<\/strong> (<em>Arbutus unedo<\/em>) \u00e8 un arbusto con corteccia rossastra che tende tipicamente a sfaldarsi. Le foglie sono sempreverdi, di forma ovale lanceolata, lunghe diversi centimetri, a margine dentellato. La fioritura avviene in settembre-ottobre. I piccoli fiori bianchi a campanella sono riuniti in pannocchie pendule. I frutti del corbezzolo sono bacche sferiche di colore arancio-rossastro con scorza coperta da piccoli bitorzoli. Sono commestibili, utilizzati prevalentemente per la produzione di marmellate e liquori. Una curiosit\u00e0 del corbezzolo \u00e8 che i suoi frutti impiegano quasi un anno per maturare, per cui non \u00e8 inusuale incontrare sulla pianta nel periodo della sua fioritura anche frutti maturi dell\u2019anno precedente.<\/p>\n<p>Il<strong> mirto<\/strong> (<em>Myrtus communis<\/em>) pu\u00f2 crescere come cespuglio o alberello. Le sue foglie sempreverdi sono piccole, ovali e leggermente appuntite, a margine intero e profumate, con l\u2019aroma che ricorda quello dell\u2019eucalipto. I fiori sono bianchi, costituiti da cinque petali e con numerosi stami. Il frutto \u00e8 una bacca di colore blu scuro, con cui in Sardegna e Corsica si prepara un liquore dolce.<\/p>\n<p>Due altre piante mediterranee che da noi crescono sia in stato selvatico sia coltivate a scopi decorativi sono <strong>l\u2019alloro<\/strong> (<em>Laurus nobilis<\/em>) e il <strong>viburno tino<\/strong> (<em>Viburnum tinus<\/em>). Gli uccelli che si alimentano con le loro bacche ne diffondono i semi. Tipicamente tendono a produrre ampi arbusti, ma possono svilupparsi anche in veri e propri alberi che raggiungono i dieci metri di altezza.<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<h4>Gli insetti della falesia<\/h4>\n<p>Le zone boschive, arbustacee ed erbose e il paesaggio agricolo e culturale che si estendono come tipi di habitat distinti sui 65 ettari dell\u2019area della falesia sono, naturalmente, anche dimora di numerose specie animali. La classe attualmente meglio studiata e catalogata \u00e8 quella degli insetti, pi\u00f9 specificatamente le <strong>farfalle <\/strong>e le<strong> falene<\/strong>, le <strong>mantidi <\/strong>e le <strong>cavallette<\/strong>.<\/p>\n<p>Una vera peculiarit\u00e0 tra queste ultime \u00e8 la specie <em>Andreiniimon nuptialis<\/em>, finora registrata in Slovenia solo tre volte. Secondo i dati della letteratura specializzata, l\u2019insetto \u00e8 conosciuto nei Balcani meridionali e nell\u2019Italia centrale. <em>A. nuptialis <\/em>appartiene alla famiglia delle Tettigoniidi, note anche come cavallette dalle corna lunghe o cavallette verdi. Le Tettigoniidi sono uno dei rari gruppi di insetti capaci di comunicazione uditiva mediante la stridulazione. Soprattutto i maschi sono ben conosciuti per i loro canti nei periodi dell\u2019accoppiamento.<\/p>\n<p>Tra le numerose farfalle e falene si possono incontrare nell\u2019area della falesia anche tre specie aliene invasive, diffusesi in Slovenia negli ultimi anni come risultato della globalizzazione.<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>La<strong> piralide del bosso<\/strong> (<em>Cydalima perspectalis<\/em>) \u00e8 nativa dell\u2019Est asiatico (Giappone, Cina, Taiwan, Corea, India e la parte russa dell\u2019Estremo Oriente). I bruchi, che si nutrono delle foglie e dei getti della pianta ospite, causano danni ingenti in Europa, perch\u00e9 in questo ambiente, nuovo per la specie introdotta accidentalmente, i meccanismi di regolazione naturale non sono ancora disponibili. Per il controllo dell\u2019infestazione sui cespugli e siepi decorative di bosso si utilizzano insetticidi sintetici e le trappole di feromone che attirano i maschi adulti.<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>Il<strong> licenide dei gerani <\/strong>(<em>Cacyreus marshalli<\/em>) \u00e8 la prima specie alloctona di farfalla riscontrata in Slovenia. Originario del Sudafrica, l\u2019insetto \u00e8 stato trasferito in Europa nel 1987, alle isole Baleari, a seguito dell\u2019importazione di piantine di gerani coltivati. I bruchi si cibano di infiorescenze, boccioli fiorali e foglie e scavando fori nel fusto distruggono completamente la pianta ospite. In Slovenia, questa piccola farfalla della famiglia dei Licenidi, registrata per la prima volta nel 2008, \u00e8 limitata soprattutto alla regione del Litorale. Essendo il clima continentale poco adatto a questo insetto e dato che gli esemplari adulti appaiono relativamente tardi nell\u2019anno e presentano un basso tasso di sopravvivenza in condizioni invernali, la diffusione e la proliferazione di questa specie in altre parti della Slovenia sono dubbie.<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>La<strong> tignola del pomodoro<\/strong> (<em>Tuta absoluta<\/em>) \u00e8 una delle pi\u00f9 temibili minacce per il pomodoro. Negli anni \u201960 del secolo scorso, il parassita ha cominciato a diffondersi sui territori del Sudamerica, arrivando in Europa nel 2006 con il commercio internazionale dei frutti di pomodoro e raggiungendo nel 2009 anche la Slovenia. Il suo ospite primario \u00e8 il pomodoro, ma la tignola attacca anche le patate e altri solani, causando la bacatura dei loro frutti. Nelle aree geografiche pi\u00f9 calde l\u2019insetto pu\u00f2 distruggere rapidamente vaste quantit\u00e0 di coltivazioni, dato che pu\u00f2 compiere fino a 12 generazioni all\u2019anno ed \u00e8 capace di sopravvivere d\u2019inverno in tutti gli stadi del suo ciclo vitale.<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc_row kc_row_inner\"><div class=\"kc-elm kc_column_inner kc_col-sm-12\"><div class=\"kc_wrapper kc-col-inner-container\"><div class=\"clear\"><\/div>\n<div class=\"mod-id- kc-elm kc-raw-code emigma-icon-box-outer\">\n    <div class=\"grid grid-3\">\n            <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><\/p>\n","protected":false},"featured_media":3551,"template":"","class_list":["post-3549","presezniki","type-presezniki","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Falesia | Krajinski park Strunjan<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"80 metrov visok Strunjanski klif je skupaj s pora\u0161\u010denim robom in 200-metrskim pasom morja pod njim razgla\u0161en za naravni rezervat.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link 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