{"id":3572,"date":"2018-11-15T09:36:46","date_gmt":"2018-11-15T08:36:46","guid":{"rendered":"https:\/\/parkstrunjan.si\/presezniki\/soline\/"},"modified":"2020-03-03T14:09:47","modified_gmt":"2020-03-03T12:09:47","slug":"saline","status":"publish","type":"presezniki","link":"https:\/\/parkstrunjan.si\/it\/esperienza\/saline\/","title":{"rendered":"Saline"},"content":{"rendered":"<p><section class=\"kc-elm kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>\nLe saline di Strugnano sono le pi\u00f9 settentrionali e le pi\u00f9 piccole del Mediterraneo, dove il sale di Pirano si produce con il metodo tradizionale da oltre 700 anni<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>Gli impianti per la produzione di sale sono diffusi sulle coste dell\u2019intero bacino Mediterraneo, dall\u2019Atlantico al Mar Rosso. Attualmente ci sono circa 150 saline di diverse categorie in 18 paesi mediterranei, 90 tra queste ancora producono il sale, mentre 64 sono inattive o abbandonate e solo tre nell\u2019intero Mediterraneo hanno lo status di zona protetta: in Cipro, Slovenia e Italia.<\/p>\n<p>Le saline di Strugnano furono create sistemando il bassofondo della Baia di Strugnano mediante la costruzione di dighe, canali e bacini. Rappresentano un incomparabile elemento paesaggistico tra il mare e la terra, tra il cielo e il suolo. Il loro ruolo fu inizialmente commerciale, ma con il passare del tempo divenne culturale ed ecologico. Oggi, infatti, le saline sono un baluardo del patrimonio culturale e soprattutto aree di tutela della natura, perch\u00e9 compongono un ambiente di vita straordinario abitato da affascinanti piante e animali che sono riusciti ad adeguarsi alle condizioni estreme delle saline.<\/p>\n<p>Per queste ragioni le saline di Strugnano sono protette come monumento naturalistico e culturale situato all\u2019interno del Parco naturale Strugnano.<\/p>\n<p>Alcuni contenuti legati alla storia e produzione di sale sono basati sui dati forniti alla\u00a0<a href=\\\"http:\/\/www.kpss.si\/\\\" target=\\\"_blank\\\" rel=\\\"noopener noreferrer\\\">pagina web del Parco Naturale delle Saline di Sicciole<\/a>. Per ulteriori informazioni sul tema, consultate la pubblicazione <a href=\\\"http:\/\/www.kpss.si\/si\/upravljanje\/publikacije\\\" target=\\\"_blank\\\" rel=\\\"noopener noreferrer\\\">Spoznajmo soline<\/a> di Iztok \u0160kornik (formato .pdf in sloveno).<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_accordion_wrapper\">\n<div class=\"kc-elm kc_accordion_section group \"><h3 class=\"kc_accordion_header ui-accordion-header\"><span class=\"ui-accordion-header-icon ui-icon\"><\/span><a href=\"#new-accordion-tab\" data-prevent=\"scroll\"><i class=\"\"><\/i>  New Accordion Tab<\/a><\/h3><div class=\"kc_accordion_content ui-accordion-content kc_clearfix\"><div class=\"kc-panel-body\"><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>\nLe saline di Strugnano, storicamente, facevano parte di quelle piranesi. Queste furono menzionate indirettamente gi\u00e0 nell\u2019<strong>804 <\/strong>nel <em>Placito<\/em> di Risano, ma la prima fonte scritta nella quale furono esplicitamente registrate furono gli Statuti cittadini di Pirano del <strong>1274<\/strong>. I documenti, nei quali erano citate le saline di Sicciole, Lucia e Strugnano, definivano il decreto sulla regolazione delle saline e sul diritto della citt\u00e0 di Pirano a produrre e commercializzare il sale.<\/p>\n<p>Nel <strong>1358<\/strong>, sull\u2019esempio delle saline dell\u2019isola di Pago, anche in quelle piranesi si cominci\u00f2 a produrre il sale in bacini rivestiti da uno strato microbiologico detto <em>petola<\/em>, che impedisce che il sale si mescoli con il fango marino dei fondi, mantenendolo puro e bianco.<\/p>\n<p>Nel <strong>1460<\/strong> le saline piranesi divennero le pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 importanti dell\u2019Adriatico nord-orientale e della Repubblica di Venezia, di cui facevano parte. Grazie alle entrate dovute alle abbondanti raccolte, si realizzarono grandi interventi di infrastrutture che assicurarono a Pirano una buona posizione economica e prosperit\u00e0 per altri 300 anni. Non per niente si dice che \u201cPirano \u00e8 cresciuta sul sale\u201d.<\/p>\n<p>Con la caduta della Serenissima nel <strong>1797<\/strong>,le saline istriane passarono sotto l\u2019amministrazione della monarchia austriaca, la quale nel <strong>1814 <\/strong>dichiar\u00f2 il monopolio statale sul commercio del sale. Ci\u00f2 determin\u00f2 l\u2019espansione del mercato delle saline piranesi e, conseguentemente, di quelle strugnanesi. Inoltre, gli austriaci incrementarono il numero di bacini di cristallizzazione e costruirono i magazzini del sale che si sono conservati a tutt\u2019oggi.<\/p>\n<p>Nel <strong>1903<\/strong> i campi di sale nelle saline di Strugnano, al tempo ancora di propriet\u00e0 privata di 19 famiglie del posto, furono acquistati dall\u2019Impero austro-ungarico, il quale divenne cos\u00ec il proprietario delle saline di Pirano nella loro interezza. Impieg\u00f2 degli acquaioli, tecnici di manutenzione e salinari, rimpiazzando cos\u00ec il sistema familiare della produzione di sale con quello statale. Ristruttur\u00f2 poi gli impianti delle saline, introdusse l\u2019utilizzo della scala di Baum\u00e9 per misurare la densit\u00e0 dell\u2019acqua madre, adott\u00f2 il metodo della rimozione del sale con carriole e modernizz\u00f2 le pompe eoliche.<\/p>\n<p>Dopo la disintegrazione dell\u2019Austria-Ungheria nel <strong>1918<\/strong>, le saline di Pirano passarono sotto il governo italiano e subirono ulteriori modifiche. Nel <strong>1945 <\/strong>furono incorporate nel Territorio libero di Trieste. Dopo che nel <strong>1947 <\/strong>divennero parte della Jugoslavia, furono rinnovate un\u2019ultima volta nel <strong>1957<\/strong>,quando gi\u00e0 perdevano la battaglia con le miniere di sale.<\/p>\n<p>Nel <strong>1960 <\/strong>l\u2019Autorit\u00e0 mineraria presso il Segretariato del Consiglio esecutivo per l\u2019industria e l\u2019artigianato della Repubblica popolare di Slovenia dichiar\u00f2 le saline di Strugnano come parte dell\u2019area designata all\u2019estrazione di minerali (sale marino) a scopi commerciali e rilasci\u00f2 alla ditta \u201cPiranske soline\u201d Portoro\u017e la licenza per il loro sfruttamento.<\/p>\n<p>Tra il <strong>1961 <\/strong>e il <strong>1988 <\/strong>le saline piranesi subirono diverse modifiche tecniche e amministrative, chiusero alcuni settori per la produzione di sale, continuarono a migliorare l\u2019infrastruttura, senza per\u00f2 alcun cambiamento di rilievo.<\/p>\n<p>Nel <strong>1990<\/strong> i comuni di Isola e Pirano fondarono nel territorio della Penisola di Strugnano il Parco naturale Strugnano, nel quale sono comprese anche le saline strugnanesi.<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"kc-elm kc_accordion_section group \"><h3 class=\"kc_accordion_header ui-accordion-header\"><span class=\"ui-accordion-header-icon ui-icon\"><\/span><a href=\"#new-accordion-tab\" data-prevent=\"scroll\"><i class=\"\"><\/i>  New Accordion Tab<\/a><\/h3><div class=\"kc_accordion_content ui-accordion-content kc_clearfix\"><div class=\"kc-panel-body\"><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<h4>La struttura e funzionamento delle saline<\/h4>\n<p>Le saline di Strugnano furono costruite nella golena del torrente Roja, dopo che i depositi alluvionali all\u2019estuario avevano elevato il letto del torrente, creando le condizioni necessarie per la costruzione dei campi di sale.<\/p>\n<p>Nelle saline marittime, il sale si ottiene mediante la cristallizzazione per l\u2019effetto dell\u2019evaporazione dovuta all\u2019irraggiamento solare e all\u2019azione del vento.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l\u2019acqua di mare, detta anche <em>acqua vergine<\/em>, raggiunga un alto grado di saturazione e diventi <em>acqua madre<\/em>, deve compiere l\u2019intero percorso delle saline, superando i tre livelli di concentrazione che avvengono nelle sue vasche. Secondo la loro funzione, i bacini si distinguono in vasche evaporanti e salanti. L\u2019acqua vergine immessa dal mare viene condotta attraverso una serie di vasche evaporanti per permettere la diminuzione del liquido e il relativo aumento della concentrazione del sale in esso contenuto. La cristallizzazione del sale avviene alla fine, nella vasca salante, che \u00e8 alimentata dall\u2019acqua madre satura dalle caselle servitrici. Da questa, con ulteriore evaporazione, cominciano a precipitare i cristalli del cloruro di sodio. Ci\u00f2 avviene quando la percentuale di NaCl nell\u2019acqua madre raggiunge il 26% circa, ovvero quando la densit\u00e0 dell\u2019acqua madre \u00e8 pari a esattamente 25,5 \u00b0B\u00e9.<\/p>\n<h4>Il percorso e il trasporto dell\u2019acqua nelle saline<\/h4>\n<p>L\u2019acqua di mare necessaria per la produzione di sale viene attinta dalla Baia di Strugnano con l\u2019alta marea. L\u2019afflusso indesiderato di acque esterne viene impedito dai canali che delimitano le saline e dagli argini. Il sistema della circolazione dell\u2019acqua \u00e8 composto da una rete di canali di alimentazione e di scarico, impianti idrovori, chiuse per regolare i flussi e la chiusa principale con saracinesche bidirezionali per il riempimento dei bacini e svuotamento dell\u2019acqua direttamente nel mare o in canali a esso collegati.<\/p>\n<p>I canali per il trasporto dell\u2019acqua nelle saline di Strugnano, costruiti con i sedimenti dei depositi alluvionali del torrente Roja, sono soggetti all\u2019erosione, che \u00e8 particolarmente rapida durante rovesci di pioggia e quando il vento causa le onde nelle vasche allagate. Per mitigarne gli impatti, le sponde degli argini sono parzialmente rivestite di legno o pietra e in un certo modo aiuta anche la vegetazione sparsa e irregolare che copre le superfici pi\u00f9 estese.<\/p>\n<p>Le saline marittime sono un impianto tecnologico il cui mantenimento in buone condizioni \u00e8 cruciale non solo per il funzionamento dello stesso ma anche per l\u2019ambiente nelle immediate vicinanze. Gli argini delle saline, infatti, costituiscono anche una protezione delle superfici interne, le zone residenziali e i terreni agricoli e l\u2019arteria stradale che li collega.<\/p>\n<h4>La coltivazione della petola<\/h4>\n<p>I bacini per la produzione di acqua madre nell\u2019area di evaporazione hanno un fondo argilloso, mentre nei bacini di cristallizzazione il fondo \u00e8 rivestito da <em>petola<\/em>.<\/p>\n<p>La petola \u00e8 uno strato solido, spesso da 1 a 2 cm, composto da cianobatteri (<em>Microcoleus chthonoplastes) <\/em>e altri microorganismi, gesso, minerali carbonati, alghe e, in minor misura, argilla. La petola compie un ruolo doppio: in primo luogo protegge il sale dall\u2019inquinamento con il fango marino sul letto della vasca salante e, in secondo luogo, agisce da filtro biologico, impedendo che gli ioni di ferro e manganese si incorporino nel sale.<\/p>\n<p>Il metodo di produzione di sale che si basa sull\u2019utilizzo di un sostrato microbiologico coltivato artificialmente fu introdotto dalle nostre parti nel Trecento dall\u2019isola di Pago e costitu\u00ec una pietra miliare, forse la pi\u00f9 importante, nello sviluppo delle saline di Pirano.<\/p>\n<p>Infatti, il tempo incostante nella nostra regione litorale impone una raccolta continua del prodotto man mano che esso \u00e8 pronto, per metterlo al riparo dalle frequenti piogge pomeridiane. Ma lo strato di sale che si forma in un giorno \u00e8 spesso solo un cristallo, e rastrellandolo dal fondo delle vasche salanti spesso si contamina con particelle del fondo argilloso.<\/p>\n<p>Nella produzione di sale con l\u2019utilizzo della petola, invece, la superficie del fango marino steso sui letti dei bacini di cristallizzazione nel giro di poche settimane viene colonizzata dalle alghe e dai cianobatteri che come una crosta protettiva impediscono il contatto diretto tra il sale e il fango, permettendo cos\u00ec la produzione di un sale puro e bianco, privo di impurit\u00e0 persino in un ambiente dove la raccolta diurna \u00e8 una necessit\u00e0.<\/p>\n<h4>Gli attrezzi e i metodi di lavoro<\/h4>\n<p>Gli attrezzi quotidianamente usati dai salinari sono fatti in legno naturale non verniciato o altrimenti trattato con agenti chimici. Occasionalmente vengono utilizzate pale in alluminio per scaricare e caricare il sale.<\/p>\n<p>Le vasche sono generalmente alimentate per gravit\u00e0, ma se il dislivello dei terreni non \u00e8 sufficiente a permettere il normale scorrimento, le pompe elettriche intervengono a regolare il flusso delle acque. Nell\u2019area di cristallizzazione si adoperano tecniche manuali tradizionali in uso per la lavorazione dei terreni argillosi e la coltivazione della petola.<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<h4>Il lavoro del salinaro<\/h4>\n<p>Nelle saline di Strugnano il sale viene raccolto solo nei mesi estivi e solo dalle piccole vasche salanti, ma la cura per il sale \u00e8 un lavoro che dura tutto l\u2019anno.<\/p>\n<p>A met\u00e0 marzo, quando le condizioni sono adatte per far crescere la petola come un denso tappeto algale, i salinari cominciano a ricoprire i letti delle vasche salanti con uno strato di fango marino (nel gergo salinaro chiamato <em>concime<\/em>). L\u2019applicazione del fango deve essere completata prima della quarta settimana di aprile, quando \u00e8 ora di consolidare i fondi delle vasche salanti (dette <em>cavedini<\/em>) e mettere in coltura le saline. Prima e dopo l\u2019applicazione del fango i salinari regolano anche la circolazione dell\u2019acqua per provvedere a una crescita ottimale del rivestimento algale.<\/p>\n<p>La produzione di sale si estende da maggio a met\u00e0 settembre. Una volta che si \u00e8 ottenuto il nuovo tappeto di alghe, si prosegue con la pulizia delle vasche salanti lavandole e strofinandole con rastrelli in legno (<em>gaveri<\/em>). Nel frattempo, la petola, un interlacciamento di microorganismi, carbonato di calcio e gesso, \u00e8 diventata un tessuto marrone-nero, ruvido e compatto.<\/p>\n<p>La campagna salifera, che dura da giugno a met\u00e0 settembre, \u00e8 frutto degli sforzi compiuti e un periodo di preoccupazioni legate all\u2019andamento meteorologico. Se arriva la pioggia, tutti i lavori e le spese saranno stati vani: nella produzione tradizionale del sale \u00e8 la natura che detta le regole Normalmente, per\u00f2, il salinaro riunisce il sale con il gavero in diversi cumuli bassi e larghi nei bacini stessi, dove il sale viene lasciato a scolare, poi lo carica con cura su un vagoncino (detto <em>cariolo<\/em>) e lo trasporta sull\u2019aia, dove lo scarica lasciandolo a essiccare completamente.<\/p>\n<p>Non per niente i vecchi salinari dicevano che \u201cil sale si fa d\u2019inverno\u201d. A fine estate cominciano i lavori del dopo stagione: la regolazione del movimento delle acque nell\u2019area di cristallizzazione mediante le chiuse in legno e dei flussi per mezzo di pompa o gravit\u00e0; i lavori di movimento terra, manutenzione e riparazione nei campi di sale; la sostituzione di attrezzi in legno usurati e fuori uso; la manutenzione dell\u2019infrastruttura. Queste attivit\u00e0 si svolgono da met\u00e0 settembre a met\u00e0 marzo, e poi il ciclo di lavori si ripete.<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"kc-elm kc_accordion_section group \"><h3 class=\"kc_accordion_header ui-accordion-header\"><span class=\"ui-accordion-header-icon ui-icon\"><\/span><a href=\"#new-accordion-tab\" data-prevent=\"scroll\"><i class=\"\"><\/i>  New Accordion Tab<\/a><\/h3><div class=\"kc_accordion_content ui-accordion-content kc_clearfix\"><div class=\"kc-panel-body\"><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>\nIn base al tempo della formazione, il grado di salinit\u00e0 dell\u2019acqua madre al momento della formazione e il contenuto di cloruro di sodio (NaCl), calcio e magnesio nella sostanza secca, si distinguono diversi tipi di sale.<\/p>\n<h4>Il primo sale<\/h4>\n<p>Si forma all\u2019inizio della stagione o si inoltra nella stagione quando questa viene spesso interrotta dalla pioggia. Il tasso di salinit\u00e0 dell\u2019acqua madre nelle vasche salanti, con immissioni, si aggira tra i 25 e i 27\u00b0 B\u00e9, il contenuto minimo di NaCl \u00e8 pari al 97% sulla sostanza secca, la percentuale complessiva di calcio e magnesio in essa non supera lo 0,4%.<\/p>\n<h4>Il sale tradizionale<\/h4>\n<p>Questo si forma quando la produzione si \u00e8 consolidata grazie a un periodo di tempo stabile e un flusso ininterrotto di acqua madre saturata nelle caselle servitrici. Il tasso di salinit\u00e0 dell\u2019acqua madre nelle vasche salanti, con immissioni, raggiunge fino ai 29\u00b0 B\u00e9, il contenuto minimo di NaCl \u00e8 pari al 95% sulla sostanza secca, la percentuale complessiva di calcio e magnesio in essa \u00e8 almeno dello 0,4%.<\/p>\n<h4>Il sale di Pirano<\/h4>\n<p>La produzione di questo sale \u00e8 resa possibile da lunghi periodi di tempo stabile. Il tasso di salinit\u00e0 dell\u2019acqua madre \u00e8 pi\u00f9 alto, tra i 28 e i 31\u00b0 B\u00e9, permettendo la precipitazione di quantit\u00e0 elevate di vari minerali (calcio, magnesio, potassio, bromo, ferro). La raccolta del prodotto \u00e8 faticosa, poich\u00e9 per la minuzia dei cristalli il sale non si lascia ammassare in mucchi. Il contenuto minimo di NaCl \u00e8 pari al 95% sulla sostanza secca, la percentuale complessiva di calcio e magnesio in essa \u00e8 almeno lo 0,55%.<\/p>\n<p>La qualit\u00e0 e la composizione minerale del sale possono variare considerevolmente. Dipendono dalla qualit\u00e0 della petola che riveste le vasche salanti, dal grado di salinit\u00e0 dell\u2019acqua madre preparata per la cristallizzazione e dal grado di salinit\u00e0 dell\u2019acqua madre nel momento stesso della cristallizzazione, il che, a sua volta, dipende largamente dal tempo e dalle abilit\u00e0 dei salinari.<\/p>\n<h4>Fior di sale<\/h4>\n<p>Nei periodi di calma, il fior di sale appare sulla superficie dell\u2019acqua madre come una crosta sottile e fragile di cristalli di colore da bianco a rosa pallido nella formazione tipica di piramide invertita. Pu\u00f2 affiorare in qualunque parte dell\u2019area salante, ma il migliore cresce nelle acque madri caratterizzate da concentrazioni pi\u00f9 alte. Il contenuto minimo di NaCl \u00e8 pari al 96% sulla sostanza secca, la percentuale complessiva di calcio e magnesio in essa \u00e8 almeno lo 0,22%.<\/p>\n<p>Tipicamente, il fior di sale ha una piccola densit\u00e0 apparente, per cui richiede il doppio dello spazio occupato dalla stessa massa di sale evaporato. Pi\u00f9 fini sono i cristalli, pi\u00f9 fine \u00e8 la qualit\u00e0 del prodotto. Il fior di sale, se rimane inutilizzato troppo a lungo, tende a raggrumarsi. Si distingue dalle altre variet\u00e0 di sale per la sua leggerezza e fragilit\u00e0, infatti, si sgretola facilmente tra le dita.<\/p>\n<p>Reso famoso dagli chef francesi, oggigiorno il fior di sale \u00e8 apprezzato dai buongustai di tutto il mondo per il sapore delicato che conferisce alle pietanze se aggiunto, appena prima di servire, per esaltarne i gusti.<\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"kc-elm kc_accordion_section group \"><h3 class=\"kc_accordion_header ui-accordion-header\"><span class=\"ui-accordion-header-icon ui-icon\"><\/span><a href=\"#new-accordion-tab\" data-prevent=\"scroll\"><i class=\"\"><\/i>  New Accordion Tab<\/a><\/h3><div class=\"kc_accordion_content ui-accordion-content kc_clearfix\"><div class=\"kc-panel-body\"><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>\nL\u2019area delle saline di Strugnano e della laguna di Chiusa fa parte di Natura 2000, la rete europea di zone di importanza ecologica, poich\u00e9 qui l&#039;attivit\u00e0 della produzione di sale ha fornito le condizioni per lo sviluppo della biodiversit\u00e0 in un ecosistema estremamente importante: la zona umida di acqua salata.<\/p>\n<p>Il clima submediterraneo, l\u2019alta salinit\u00e0 dell\u2019acqua nelle vasche poco profonde e la produzione di sale con metodi artigianali creano una situazione ecologica specifica nella quale sopravvivono solo gli organismi meglio adattati.<\/p>\n<p>Con lo scopo di conservare questo biotopo, il regolamento sul Parco naturale Strugnano prescrive quindi la manutenzione e rinnovo atti a garantire un regime delle acque costante nelle saline e con esso la diversit\u00e0 degli habitat delle specie vegetali e animali caratteristiche delle zone umide costiere con acqua salata, salmastra o dolce.<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"kc-elm kc_accordion_section group \"><h3 class=\"kc_accordion_header ui-accordion-header\"><span class=\"ui-accordion-header-icon ui-icon\"><\/span><a href=\"#new-accordion-tab\" data-prevent=\"scroll\"><i class=\"\"><\/i>  New Accordion Tab<\/a><\/h3><div class=\"kc_accordion_content ui-accordion-content kc_clearfix\"><div class=\"kc-panel-body\"><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>\nLe saline di Strugnano e la laguna di Chiusa rappresentano uno spazio di vita importante per gli uccelli. Ecco un piccolo riassunto della comunit\u00e0 di uccelli acquatici nell\u2019area delle saline:<\/p>\n<ul>\n<li>Il <strong>migliarino di palude <\/strong>(<em>Emberiza schoeniclus<\/em>), come si capisce dal suo nome italiano, \u00e8 tipico degli ambienti palustri, di canneti e acquitrini, ma si pu\u00f2 incontrarlo anche in habitat pi\u00f9 secchi e in giardini. In Slovenia \u00e8 una rara specie stanziale, con una popolazione di 200-400 coppie in estate e 1000-2000 coppie in inverno.<\/li>\n<li>La <strong>pantana <\/strong>(<em>Tringa nebularia<\/em>) \u00e8 un uccello limicolo delle paludi ed estuari. Di piumaggio grigiastro, facilmente identificabile dalle lunghe zampe verdi e da un lungo becco grigio lievemente curvato all\u2019ins\u00f9. In Slovenia \u00e8 un abituale uccello di passo, pi\u00f9 numeroso in autunno.<\/li>\n<li>Il <strong>cavaliere d\u2019Italia<\/strong> (<em>Himantopus himantopus<\/em>) \u00e8 un limicolo bianco e nero, esile e longilineo, con zampe lunghissime, il capo graziosamente arrotondato e un lungo e affilato becco nero. Durante il volo, le sue zampe di un intenso rosso sporgono rispetto alla lunghezza del corpo. \u00c8 una specie estiva in varie regioni dell\u2019Europa, prevalentemente costiere, predilige per\u00f2 paludi salmastre.<\/li>\n<li>La<strong> garzetta<\/strong> (<em>Egretta garzetta) <\/em>frequenta regolarmente la laguna di Chiusa e le saline di Strugnano. Facilmente riconoscibile dal suo becco nero aguzzo e zampe nere a piedi gialli, si fa notare anche per la sua snellezza ed eleganza particolare. Pi\u00f9 raramente si pu\u00f2 avvistare il suo parente airone bianco (<em>Ardea alba<\/em>), che si distingue dalla garzetta in termini di dimensione, ma anche dal colore giallo del becco e delle zampe. In inverno, i due sono spesso affiancati dall\u2019airone cenerino (<em>Ardea cinerea<\/em>), impossibile da perdere da queste parti.<\/li>\n<li>Il<strong> gabbiano corallino<\/strong> (<em>Ichthyaetus melanocephalus) <\/em>si caratterizza per la sua livrea pallida, il becco rosso, massiccio e curvato all\u2019ingi\u00f9, e le zampe rosse. L\u2019adulto nel piumaggio estivo ha un cappuccio completamente nero, esteso fino al collo e con un anello perioculare bianco ben visibile. D\u2019inverno il cappuccio nero scompare, ne rimangono tracce dietro l\u2019occhio e delle sfumature sul capo. D\u2019estate, i gabbiani corallini nelle saline di Strugnano sono una vera attrazione quando si raggruppano in stormi fino a 300 esemplari. Oltre al gabbiano corallino, \u00e8 possibile incontrare in quest\u2019area anche il gabbiano reale zampegialle (<em>Larus michahellis) <\/em>e il gabbiano comune (<em>Chroicocephalus ridibundus<\/em>). Quest\u2019ultimo viene spesso scambiato per il gabbiano corallino. La differenza principale tra le due specie sta nel colore delle estremit\u00e0 alari, che nel gabbiano corallino sono bianche, nel gabbiano comune, invece, nere.<\/li>\n<li>Il<strong> germano reale<\/strong> (<em>Anas platyrhynchos<\/em>) \u00e8 la pi\u00f9 diffusa tra le specie di anatre selvatiche, presente tutto l\u2019anno in habitat molto diversi, dalle paludi e corsi d\u2019acqua remoti agli stagni nei parchi e giardini in centri cittadini. Il maschio, in livrea nuziale, differisce molto dalla femmina. Ha la testa e il collo di un verde scuro brillante, con un collare bianco e il petto bruno rossiccio. Il dorso e le ali sono grigio chiaro. La colorazione della femmina \u00e8 simile a quella di altre specie di anatre di superficie. Si riconosce dal sopracciglio marrone scuro, da una striscia scura che attraversa l\u2019occhio e dal becco di colore ardesia. Il suo piumaggio \u00e8 tipicamente striato e maculato, molto mimetico per l\u2019ambiente in cui vive, soprattutto nel periodo di cova.<\/li>\n<li>Il<strong> martin pescatore<\/strong> (<em>Alcedo atthis) <\/em>\u00e8 un uccello particolarissimo che il pi\u00f9 delle volte notiamo solamente come una figura sfuggevole in volo radente sulla superficie dell\u2019acqua. Sebbene viva sempre vicino a corsi d\u2019acqua dolce, in inverno possiamo incontrarlo anche a Strugnano, nelle saline e nella laguna. I colori del piumaggio sono carichi: azzurro con iridescenze sulle parti dorsali, testa, ali e coda, bruno-arancio sul petto e ventre.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ma gli uccelli sono lontano dall\u2019essere gli unici abitanti delle saline. Nelle basse acque salate vivono policheti, granchi, gamberetti, molluschi, larve di alcuni tipi di mosche e tantissimi altri piccoli animali appetibili per la popolazione pennuta del posto.<\/p>\n<ul>\n<li>Il bivalve<strong> cuore di laguna<\/strong> (<em>Cerastoderma glaucum<\/em>) colonizza i sedimenti sabbiosi e fangosi con residui di gusci. Di solito vive in dense popolazioni nelle lagune, delta di fiumi, stagni e nei canali delle saline, appena sotto la superficie, parzialmente insabbiato e con la parte superiore emersa. Quando le onde del mare lo portano a riva, usa il piede per saltare nuovamente nell\u2019acqua. La conchiglia, dura e arrotondata, presenta costolature molto pronunciate, il suo colore varia dal bianco al grigiastro e nella parte posteriore \u00e8 olivastro. Il mollusco, che raggiunge i 5 cm di diametro, \u00e8 diffusissimo nell\u2019Adriatico e anche commercialmente importante. \u00c8 commestibile, ma si utilizza pi\u00f9 spesso come esca per pesci e nella produzione di souvenir.<\/li>\n<li>La <strong>corbola<\/strong> (<em>Upogebia litoralis<\/em>) vive nascosta in gallerie che scava soprattutto nel fango molle argilloso delle coste piane (come le superfici spoglie e orizzontali intorno alle saline o il fondale della laguna) che sono esposte con la bassa marea. Normalmente esce dalle gallerie soltanto di notte. Il corpo del crostaceo \u00e8 allungato, tenero e bianco, raramente di sfumature rosate o bluastre. Le specie presenti nel mare sloveno raggiungono i 5 centimetri di lunghezza.<\/li>\n<li>L\u2019<strong><em>Ephydra riparia <\/em><\/strong>\u00e8 una mosca d\u2019acqua salata di colore verde metallizzato, che si pu\u00f2 pi\u00f9 frequentemente incontrare nelle saline e in spiagge coperte da depositi di alghe. La famiglia degli Efidridi comprende intorno a 1000 specie di mosche, soprattutto tropicali e nordamericane, in Europa ne sono state registrate circa 200. Gli esemplari adulti vivono nell\u2019erba e su altri tipi di vegetazione in posti umidi o vicino a masse d\u2019acqua in movimento o stagnanti, le larve vivono anche nei fusti e nelle foglie di piante acquatiche delle acque dolci o salate.<\/li>\n<li><strong><em>Notomastus latericeus <\/em><\/strong>\u00e8 una delle specie di policheti sedentari, la pi\u00f9 comune della famiglia dei Capitellidi e in Slovenia presente nell\u2019intero territorio marino. Preferisce il fondale sedimentario molle nel quale scava gallerie temporanee, contribuendo cos\u00ec alla movimentazione e aerazione del sostrato. Da detritivoro si nutre di materia organica particolata e non vivente depositata sul fondale, generalmente ingerendola mescolata con la sabbia e il limaccio. In questo modo accelera il rientro dei residui della decomposizione organica nel circolo della vita.<\/li>\n<li>Il <strong>nono<\/strong> (<em>Aphanius fasciatus<\/em>) \u00e8 un piccolo pesce che raggiunge appena i 5 cm. Vive nelle saline, nei fossati vicino al mare e in prossimit\u00e0 delle foci dei fiumi. Si nutre di gamberetti della specie <em>Artemia\u00a0 parthenogenetica <\/em>e altri piccoli invertebrati. Il maschio \u00e8 variopinto e striato, con pinne gialle e una marcata banda scura nella pinna caudale. Soprattutto nel periodo della riproduzione il suo aspetto vivace contrasta fortemente con la colorazione smorta della femmina. In estate, la popolazione di questa specie nelle saline pu\u00f2 raggiungere diverse centinaia di migliaia di individui, ma tanti di loro periscono. I predatori principali di <em>A. fasciatus<\/em> includono gli aironi, garzette e gabbiani. I pesci passano l\u2019inverno seppelliti nel fango molle o sotto il denso tappeto algale delle saline.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"kc-elm kc_accordion_section group \"><h3 class=\"kc_accordion_header ui-accordion-header\"><span class=\"ui-accordion-header-icon ui-icon\"><\/span><a href=\"#new-accordion-tab\" data-prevent=\"scroll\"><i class=\"\"><\/i>  New Accordion Tab<\/a><\/h3><div class=\"kc_accordion_content ui-accordion-content kc_clearfix\"><div class=\"kc-panel-body\"><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>\nLe alofite o piante alofile sono vegetali adattati ai suoli con concentrazioni elevate di sostanze minerali rispetto a suoli ordinari. I suoli ad alta salinit\u00e0 sono presenti sia sulle coste sia all\u2019interno del continente.<\/p>\n<p>Nel corso della storia geologica, le pianure di sale continentali si formarono come conseguenza di un clima estremamente arido. Successivamente, gli spostamenti tettonici le ricollocarono sotto terra e oggi vengono sfruttate come miniere di sale. Nei tempi moderni, invece, la salinizzazione dei terreni avviene a causa dello sfruttamento eccessivo del suolo con agricoltura intensiva e cattiva irrigazione. In Slovenia non ci sono pianure di sale continentali \u2013 quelle pi\u00f9 vicine a noi si trovano nelle aree pi\u00f9 aride della Pianura Pannonica, per esempio nell\u2019Ungheria centrale e in Vojvodina (Serbia) \u2013 perci\u00f2 le piante eurialine le incontriamo soltanto sulle coste marine.<\/p>\n<p>I complessi vegetali (detti anche fitocenosi) pi\u00f9 belli si sono sviluppati nelle saline (di Strugnano e Sicciole) e nelle zone umide costiere (Val Stagnon, i dintorni di Ancarano), ma i singoli esemplari di queste piante crescono anche sulla costa rocciosa naturale e nei frangiflutti, in porti vecchi e altre forme di costa artificiale.<\/p>\n<ul>\n<li>La<strong> salicornia fruticosa<\/strong> (<em>Sarcocornia fruticosa<\/em>) \u00e8 una succulenta perenne con foglie rudimentali squamiformi e fusti leggermente legnosi alla base. Nel periodo della fioritura non \u00e8 particolarmente appariscente, dato che i fiori rudimentali sono sprofondati nella carnosit\u00e0 del segmento fertile, con solo gli stami a sporgere fuori. Ma di sicuro cattura la nostra attenzione in autunno, quando si colora di rosso. Fiorisce da luglio a ottobre.<\/li>\n<li>La<strong> salicornia europea<\/strong> (<em>Salicornia europaea<\/em>) \u00e8 l\u2019alofita annua pi\u00f9 diffusa nelle saline di Strugnano. Siccome il suo fusto \u00e8 tenero e succoso, i salinari solevano includerla nella loro dieta quotidiana preparandovi una gustosa insalata. Fiorisce da luglio a settembre, discretamente come la salicornia fruticosa.<\/li>\n<li>L\u2019<strong>enula bacicci<\/strong> (<em>Inula crithmoides<\/em>) tradizionalmente cresce sulla costa rocciosa. In Slovenia, dove prevalgono altri tipi di coste, la troviamo su strutture costiere artificiali (in porti, su moli, eccetera), dove \u00e8 abbastanza consueta. Nelle saline di Strugnano cresce in cespugli su dighe e lungo i canali pi\u00f9 grandi, e singolarmente anche nelle rovine delle vecchie case dei salinari. Fiorisce da giugno a settembre.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<ul>\n<li>Il <strong>limonio dalle foglie strette<\/strong> (<em>Limonium angustifolium) <\/em>\u00e8 una pianta perenne con un rizoma spesso, foglie sempreverdi, carnose e coriacee, e piccolissimi fiori lillacini con antesi da luglio a settembre. Attraverso le ghiandole nelle foglie secerne il sale, visibile con il bel tempo in forma di cristalli a cubetti. Un tempo si usava molto raccogliere il limonio per bouquet di fiori secchi, tanto da minacciarlo di estinzione.<\/li>\n<li>L&#039;<strong>assenzio marino<\/strong> (<em>Artemisia caerulescens<\/em>) \u00e8 un\u2019alofita di suoli pi\u00f9 aridi e diffuso in tutta la costa, cresce generalmente associato al limonio dalle foglie strette e anche alla porcellana di mare (<em>Atriplex portulacoides<\/em>). A un occhio non allenato l\u2019assenzio pu\u00f2 sembrare molto simile alla porcellana di mare, ma l\u2019aroma di una foglia frantumata fra le dita lo tradisce subito. Fiorisce da inizio settembre a fine ottobre.<\/li>\n<li>L\u2019<strong>astro marino<\/strong> (<em>Aster tripolium<\/em>) \u00e8 abbastanza diffuso nelle aree costiere, dove per\u00f2 non forma grandi complessi. \u00c8 una specie tipica dell\u2019acqua salmastra, che cresce sulle dighe delle saline. Gli astri fioriscono da giugno a ottobre, alimentando le farfalle fino all\u2019arrivo del primo freddo. Non \u00e8 per\u00f2 troppo insolito trovare esemplari in fioritura anche in pieno inverno.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<ul>\n<li>Il<strong> finocchio marino<\/strong> (<em>Crithmum maritimum<\/em>) \u00e8 una specie comune che cresce sulle coste rocciose, nelle crepe delle rocce e sui muri regolarmente spruzzati dalle acque del mare. Fiorisce a giugno e luglio. Ogni fiore produce un frutto ovoide, piatto e aromatico. Il finocchio si pu\u00f2 usare come condimento, ma nel Parco naturale Strugnano non si raccoglie, poich\u00e9 \u2013 come tutte le altre piante in quest\u2019area \u2013 \u00e8 una specie protetta.<\/li>\n<li>La<strong> barba di frate<\/strong> (<em>Salsola soda<\/em>) cresce sugli argini di grandi dighe e in passato era una fonte importante di carbonato di sodio, che fino al XIX secolo si utilizzava per la produzione di sapone e nella lavorazione del vetro. Si dice che proprio la soda fondente delle alofite mediterranee donasse al famoso vetro di Murano quella speciale malleabilit\u00e0 che permise ai soffiatori di vetro veneziani di esprimere tutto il loro genio creativo. Ma pi\u00f9 che dagli artigiani, oggi la barba di frate viene apprezzata dai gourmet, che la raccolgono selvaggia o la comprano coltivata come qualsiasi verdura. Fiorisce da luglio a ottobre.<\/li>\n<li>L\u2019<strong>atriplice comune<\/strong> (<em>Atriplex prostrata<\/em>) \u00e8 una specie estremamente diffusa, che popola tutti i tipi di costa, anche quella caratterizzata da grande intervento umano. Facilmente identificabile dalle foglie lanceolate. In ottobre e novembre i semi dell\u2019atriplice sono una fonte importantissima di cibo per numerosi uccelli granivori. Fiorisce da luglio a ottobre.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-elm kc_text_block\"><\/p>\n<p>\nUna delle pi\u00f9 diffuse fanerogame alofili nel Parco naturale Strugnano \u00e8 anche la <strong>suaeda marittima<\/strong> (<em>Suaeda maritima<\/em>), presente in quasi tutti i tipi di fitocenosi. A differenza della gran parte delle alofite rintracciabili in Slovenia, non \u00e8 stata inclusa nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate, nella quale figurano quasi tutte le specie qui presentate, pi\u00f9 la <strong>spergularia marina<\/strong> (<em>Spergularia marina<\/em>), <strong>la puccinellia<\/strong> (<em>Puccinellia palustris<\/em>) e la <strong>logliarella ricurva<\/strong> (<em>Parapholis incurva<\/em>).<\/p>\n<p>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><div class=\"kc-image-gallery kc-elm\">\n<div class=\"kc_image_gallery kc-carousel-image kc-grid  gallery-columns-4\">\n<h3 class=\"kc-image-gallery-title\">Images Gallery: No images found<\/h3><\/div>\n<\/div><div class=\"kc-elm\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc_row kc_row_inner\"><div class=\"kc-elm kc_column_inner kc_col-sm-12\"><div class=\"kc_wrapper kc-col-inner-container\"><div class=\"clear\"><\/div>\n<div class=\"mod-id- kc-elm kc-raw-code emigma-icon-box-outer\">\n    <div class=\"grid grid-3\">\n            <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><\/p>\n","protected":false},"featured_media":3574,"template":"","class_list":["post-3572","presezniki","type-presezniki","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Saline | Krajinski park Strunjan<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Le saline di Strugnano sono le pi\u00f9 settentrionali e le pi\u00f9 piccole del Mediterraneo, dove il sale di Pirano si produce con 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