Il «Carciofo di Strugnano» viene coltivato in questa zona da generazioni. Ma la tradizione orale non basta a dimostrare che si tratti davvero di qualcosa di speciale: serve una conferma scientifica.

Ora è arrivata. Nel 2025 la rivista scientifica Scientific Reports ha pubblicato uno studio in cui il «Carciofo di Strugnano» è stato confrontato con due affermate varietà italiane, il «Romanesco» e il «Violetto di Romagna». Tra le coautrici figurano anche due ricercatrici dell’Università del Litorale (UP FAMNIT), partner del nostro progetto.
L’analisi genetica ha confermato che il «Carciofo di Strugnano» costituisce un pool genico autonomo e si distingue nettamente da entrambe le varietà italiane. Differenze sono emerse anche nel contenuto di composti biologicamente attivi nelle foglie. Il «Carciofo di Strugnano» conteneva la quantità più elevata di rutina, un composto vegetale dall’azione antiossidante. In esperimenti di laboratorio su colture cellulari, gli estratti delle sue foglie hanno protetto meglio le cellule del colon dallo stress ossidativo e hanno ridotto l’accumulo di lipidi nelle cellule epatiche.
Questi risultati rappresentano un’importante base tecnico-scientifica per le successive procedure di iscrizione del «Carciofo di Strugnano» nella Lista delle varietà vegetali della Slovenia. Una varietà che da decenni si conserva negli orti e nei campi dell’Istria ottiene così anche un riconoscimento ufficiale.
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Il progetto è realizzato nell’ambito del LAS Zelena Istra e dell’approccio LEADER/CLLD. Il progetto è cofinanziato dall’Unione europea attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) nell’ambito del Piano strategico della PAC 2023–2027.



